1. Tempo fa mi arrivò un biglietto di auguri per il mio compleanno, che mi diceva “non occorre essere grandi per vedere lontano”. Non sono grande e non vedo lontano. Vedo però i polmoni della Terra diventare sempre più asfittici. A me piacerebbe lasciare alle generazioni future, ai miei figli ed ai miei nipoti, il nostro Pianeta con l’aria e le acque non troppo peggiori di quanto mio padre le lasciò a me. Ai governi interessa la parte economica delle risorse naturali, l’Amazzonia interessa ai governi per la sua enorme capacità di sfruttamento. Alle Popolazioni del futuro interessa che l’Amazzonia sia e rimanga il polmone vivo della Terra e che continui a produrre ossigeno per tutti. Sono convinto che per salvaguardarle e garantire loro un’aria respirabile, occorra sottrarre l’Amazonia tutta, al potere dei governi statali, che sino ad oggi hanno permesso e permettono la sua lenta, ma inesorabile deforestazione. Occorre che tutte le persone, ancora in grado di ragionare, si uniscano con i giovani e gli ambientalisti, affinché gli stati riconvertano il loro modello di sviluppo, eliminando il consumo di combustibili fossili, favorendo o addirittura imponendo la produzione massiva di energia rinnovabile. Nel 2050 saremo circa 10 miliardi di esseri, col ritmo crescente di bisogni (veri ed effimeri), la nostra amata Terra non riuscirà più a dare da mangiare e bere a tutti. Il pianeta più vicino, alla velocità degli attuali vettori, potrà essere raggiunto in 108.000 (centoottomila) anni. E, per quanto gli scienziati abbiano fatti passi da gigante in questi ultimi 60 anni, forse quel pianeta (nell’orbita di Alfa Centauri), rimarrà troppo lontano anche solo per immaginare di progettare un velivolo spaziale per quella destinazione. Dunque occorre rivedere il nostro modo di essere, per poter immaginare un futuro per l’Umanità sulla Terra, per i nostri nipoti e i loro figli. Io non sono grande e non vedo lontano, ma ho il desiderio di vedere nascere due macro-progetti, il primo relativo all’Amazzonia ed il secondo relativo alla fascia equatoriale dell’Africa. Tre obiettivi fondamentali: 1. conservare le foresta amazzonica, acquistando l’area su cui insiste; 2. produrre energia solare nel deserto del Sahara; 3. rendere coltivabile le aree sub equatoriali dell’Africa. Con l’attuale tecnologia ci sono le possibilità per rendere economicamente conveniente la produzione di energia solare nel deserto e con quella energia portare acqua per coltivare le immense aree sub equatoriali. A conti fatti, un ottimo investimento?
2. Siccità, desertificazione delle campagne ed aree coltivate. Sono più di 20 anni che sentiamo parlare di cambiamento climatico. Tutti gli anni, sia d’estate, sia d’inverno, servizi giornalistici di tutte le TV ci mostrano da un lato fiumi e torrenti impazziti, che spazzano qualsiasi cosa incontrino sul loro tragitto, dall’altro, campagne sempre più arse dal sole, al punto da non reggere più alcuna coltivazione. tra l’altro nelle regioni insulari, l’estate spesso i bacini sono così vuoti da fa mancare anche l’acqua potabile nelle abitazioni. A qualcuno dei nostri signori politici è venuto in mente che sarebbe ora di costruire bacini idrici di laminazione e contenimento, i quali avrebbero il duplice scopo di evitare alluvioni e contemporaneamente costituire la riserva d’acqua per i periodi di assenza di pioggia? Se si iniziasse oggi, tra 5 anni avremmo 3 problemi risolti: 1. no alluvioni, 2. no desertificazione, 3. tanto lavoro per gli italiani.
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